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FRATTURA DELL’OMERO

Frattura dell'Omero - Scopri i benefici del Kinetec

Anatomia dell’omero:

L’omero è un osso del braccio pari e lungo e si estende tra la scapola e le ossa dell’avambraccio (radio e ulna). Può essere suddiviso in:

  1. estremità prossimale (o epifisi prossimale), che costituisce parte dell’articolazione gleno-omerale e segue la spalla;
  2. estremità distale (o epifisi distale), che forma parte dell’articolazione del gomito e precede l’avambraccio.
  3. il corpo (o diafisi), che costituisce la porzione centrale dell’omero, compresa tra l’estremità prossimale e l’estremità distale.

Funzioni dell’omero

L’omero è fondamentale per lo svolgimento di azioni che rientrano nella routine quotidiana, come afferrare oggetti davanti o sopra di noi. Nello specifico, svolge due funzioni:

  • fornisce le superfici articolari di contatto di due articolazioni fondamentali dell’arto superiore come la spalla e il gomito;
  • ospita l’inserzione di numerosi muscoli da cui dipendono i movimenti della spalla e del gomito.

Frattura dell’omero

Si tratta di un tipo di infortunio che interessa la rottura dell’osso presente in quella parte identificata comunemente con il termine “braccio“.

Le fratture dell’omero sono classificate in base alla localizzazione del punto di rottura e se ne distinguono tre grandi categorie:

  • fratture dell’estremità prossimale dell’omero o frattura dell’omero prossimale;
  • fratture del corpo dell’omero;
  • fratture dell’estremità distale dell’omero o fratture dell’omero distale.

Frattura dell’omero: cause

Le principali cause di frattura dell’omero sono:

  • traumi fisici, molto frequenti in soggetti che praticano alcuni sport di contatto (rugby, football americano, calcio);
  • cadute accidentali, che possono verificarsi durante lo svolgimento di un’attività lavorativa o domestica;
  • micro-stress fisico ripetuto a carico del braccio, solitamente identificato dai medici con il termine di frattura da stress;
  • fratture patologiche, cioè dovute alla presenza di alcune patologie (tumori ossei, cisti ossee, osteomielite, osteoporosi, malattia di Paget, carenza di vitamina B).

Tipi di Frattura dell’omero

La frattura dell’omero può essere:

  • TRASVERSA, se la rima di frattura è disposta ad angolo retto rispetto all’asse longitudinale dell’osso (frattura “orizzontale”);
  • SPIROIDE, se la rima di frattura compie un decorso a spirale lungo l’osso fratturato;
  • A FARFALLA, in presenza di una rima di frattura a metà tra una tipologia trasversa e spiroide.

Frattura dell’omero: grado di severità

Una frattura ossea può essere di diversi tipi:

  • composta o scomposta;
  • stabile o instabile;
  • semplice o pluriframmentaria;
  • chiusa o aperta

In genere, le fratture dell’omero meno gravi sono quelle composte, stabili, semplici e chiuse, mentre le fratture dell’omero più gravi sono quelle scomposte, instabili, pluriframmentarie ed aperte.

Soggetti a rischio di frattura dell’omero

Possono subire una frattura dell’omero soggetti di ogni fascia d’età; tuttavia, i soggetti maggiormente colpiti sono pazienti con più di 55-60 anni.

La frattura dell’omero prossimale (il terzo tipo di frattura più comune dopo quella dell’anca e della porzione distale del radio) ha una particolare incidenza su una fascia di età superiore ai 64 anni, mentre la frattura del corpo dell’omero colpisce principalmente soggetti più giovani, di età compresa tra i 54 e i 55 anni di media.

Frattura dell’omero: sintomi

La sintomatologia dolorosa derivante da una frattura dell’omero è avvertita immediatamente ed è così intensa che il soggetto vittima dell’infortunio fatica a compiere anche il minimo movimento con il braccio interessato.

Nello specifico, i sintomi più comuni sono:

  • dolore e gonfiore al braccio;
  • ematoma sul braccio, di dimensioni variabili a seconda della gravità della frattura, di solito osservabile soltanto a distanza di 24-48 ore dall’infortunio;
  • presenza di suoni anomali, simili a crepitii, durante i movimenti del braccio interessato.

In caso di compromissione dei nervi che passano per il braccio (ad es. nervo radiale, nervo ascellare ecc.), si può verificare, in una parte dell’arto superiore, una perdita della sensibilità cutanea e/o del controllo muscolare.

Nel caso in cui la frattura dovesse causare una lesione ai vasi sanguigni del braccio (ad es. arteria brachiale), si potrebbe verificare un ridotto afflusso di sangue all’avambraccio e soprattutto al polso.

Quando la frattura è scomposta, il braccio presenta una deformità più o meno accentuata e la vittima dell’infortunio ha serie difficoltà a piegare il gomito.

Come dormire in caso di frattura dell’omero

I medici consigliano di riposare con il busto eretto ed il braccio infortunato a penzoloni. Pertanto, potrebbe risultare utile accomodarsi su una poltrona oppure su un letto, disponendo dietro le spalle alcuni cuscini.

È sconsigliato mettere sotto il braccio infortunato dei cuscini, in quanto potrebbero spingere la spalla verso l’alto e compromettere il processo di guarigione.

Frattura dell’omero: diagnosi

In genere, l’iter diagnostico a cui sono sottoposti i pazienti con una sospetta frattura dell’omero prevede:

  • un accurato esame obiettivo, circoscritto al braccio dolente e finalizzato alla valutazione della capacità di movimento e alla ricerca di un eventuale ematoma, gonfiore o deformità.
  • un’attenta anamnesi, ovvero la raccolta e lo studio critico dei sintomi e dei fatti d’interesse medico denunciati dal paziente, utili ad individuare i possibili fattori scatenanti e le condizioni di rischio.
  • una serie di esami di diagnostica per immagini (raggi X, TAC, risonanza magnetica nucleare).

Frattura dell’omero: trattamenti

La maggior parte delle fratture dell’omero sono trattate senza intervento chirurgico, immobilizzando il complesso braccio-spalla oppure utilizzando una fasciatura o un tutore.

L’approccio chirurgico solitamente è necessario quando i frammenti ossei non si trovano nella corretta posizione anatomica (frattura scomposta).

La riduzione aperta e la fissazione interna sono le procedure più utilizzate per trattare le fratture dell’omero.

Durante queste procedure, i frammenti ossei vengono prima riposizionati nel loro normale allineamento e quindi tenuti in posizione con piastre e viti attaccate alla parte esterna dell’osso.

Esistono due tecniche principali:

  • in caso di frattura scomposta, quando l’osso non ha lacerato la pelle, per la fissazione interna dei frammenti vengono adoperati perni, viti e piastre.
  • quando parte dell’osso è stata persa o gravemente lesionata oppure quando l’osso si è eccessivamente compattato durante il trauma, il chirurgo ortopedico può procedere con un innesto osseo, ovvero può prendere un frammento di osso da un’altra parte del corpo oppure utilizzare un osso artificiale da aggiungere nella sede della frattura, per ricostruire un’anatomia normale da fissare con placche e viti.

In caso di grave frattura esposta, può essere eseguita una fissazione esterna, utile a tenere i frammenti n posizione corretta, in attesa di poter effettuare un secondo intervento chirurgico, dopo una terapia antibiotica adeguata.

Frattura dell’omero: prognosi

In caso di frattura dell’omero la prognosi varia in funzione di diversi fattori:

  • la gravità dell’infortunio;
  • l’età del paziente;
  • presenza di patologie a carico delle ossa (es: osteoporosi).

In linea generale, la prognosi è migliore quando la severità della frattura è contenuta, l’età del paziente non è particolarmente avanzata e l’infortunato non presenta patologie ossee che possono rallentare/compromettere il processo di guarigione.

Frattura dell’omero: tempi per la guarigione definitiva

La guarigione definitiva da una frattura dell’omero può richiedere tra i 4 e i 10 mesi.

Frattura dell’Omero: riabilitazione e fisioterapia

La riabilitazione fisioterapica è fondamentale non solo quando la frattura dell’omero ha richiesto un trattamento chirurgico, ma anche quando è stato fatto ricorso alla sola terapia conservativa.

Qualsiasi frattura dell’omero richiede, dopo il periodo di riposo ed immobilizzazione dell’arto superiore, un ciclo di sedute di fisioterapia riabilitativa (riabilitazione fisioterapica), principalmente allo scopo di:

  • ristabilire la mobilità articolare della spalla e del gomito;
  • rinforzare i muscoli dell’arto superiore immobilizzato per lungo tempo.

Benefici Kinetec

In caso di frattura dell’omero, per il recupero post-intervento, è consigliato il CPM-Kinetec, uno strumento utilizzato per la Mobilizzazione Passiva Continua nelle primissime fasi della riabilitazione.

I benefici del Kinetec sono molteplici:

  • evita lesioni e alterazioni dovute alla rigidità;
  • favorisce e velocizza il processo di guarigione;
  • migliora la circolazione del sangue prevenendo trombosi ed embolie;
  • stimola la ristrutturazione di cartilagini e legamenti.

L’impiego del Kinetec, inoltre, è particolarmente indicato per la riabilitazione in quanto riduce notevolmente i tempi di recupero.

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