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Tutto quello che devi sapere sulla cervicale

Cervicalgia: cos’è?

La cervicalgia, conosciuta più comunemente con il termine di “cervicale“, colpisce il collo, ovvero il tratto cervicale della colonna vertebrale (o rachide).

Cervicalgia: un disturbo diffuso

Secondo le statistiche, in Italia, il 60% delle persone ha sofferto di cervicalgia almeno una volta nella vita e sono circa 15 milioni gli individui che hanno avuto bisogno di cure mediche per questa diffusa problematica. Benché colpisca soprattutto gli adulti, uomini e donne in ugual misura, chiunque può soffrirne, anche in giovane età.

Dolore cervicale: le cause

Nella maggior parte dei casi, la cervicalgia è dovuta a tensionicontratture o stiramenti dei muscoli dell’area cervicale o a distorsioni dei legamenti che uniscono le vertebre cervicali.  Le cause di questi infortuni di carattere muscolo-articolare sono molteplici:

  • CATTIVA POSTURA: mantenere la testa piegata in avanti o all’indietro per lunghi archi temporali   costituisce un atteggiamento posturale errato, in quanto genera stress, tensione e di conseguenza dolore a carico dei muscoli del collo. Tale sintomatologia, ad esempio, è particolarmente frequente in persone che lavorano per molte ore ad un PC ergonomicamente mal posizionato.
  • ERRATA POSIZIONE DELLA TESTA MENTRE SI DORME: un’angolazione anomala o poco naturale della testa, potrebbe sviluppare tensioni e contratture dolorose a livello cervicale.
  • TRAUMI ACUTI: quando la testa compie un movimento improvviso e violento, muscoli, tendini e legamenti sono sottoposti ad un fortissimo stress, che si traduce in tensione, contratture muscolari e, nel peggiore dei casi, anche in distorsione dei legamenti cervicali. Questa dinamica di infortunio è comunemente nota come COLPO DI FRUSTA (spostamento repentino della testa prima indietro e dopo in avanti).
  • Il dolore cervicale di origine traumatica, di solito, è conseguenza di incidenti automobilistici o di scontri fisici nell’ambito degli sport da contatto.
  • MOVIMENTI RIPETITIVI: la reiterazione eccessiva dei medesimi gesti, esercitati a carico della testa, può procurare eccessivo stress all’apparato muscolare e legamentoso del tratto cervicale, sfociando nel dolore locale. Gli esperti definiscono questa dinamica di infortunio “sovraccarico funzionale“, tipico di chi pratica attività fisiche che prevedono frequenti movimenti del capo (ad es. il nuoto, il ballo).

Con frequenza minore, il dolore cervicale può scaturire da:

    • DISCOPATIE CERVICALI: sono patologie dei dischi intervertebrali, ossia a carico dei cuscinetti ammortizzatori interposti tra le vertebre. Le principali forme responsabili di dolore cervicale sono due:

la DISCOPATIA DEGENERATIVA CERVICALE: si caratterizza per una perdita irreversibile della componente acquosa dei dischi intervertebrali, destinati pertanto all’usura e alla deformazione. Questa patologia è una conseguenza dell’invecchiamento e predispone a condizioni più serie, come lo schiacciamento senza lesione del disco intervertebrale (bulging discale), la stenosi spinale (restringimento del canale in cui risiede il midollo spinale) e la stenosi foraminale (restringimento dei fori attraverso cui transitano i nervi spinale).

l’ERNIA DEL DISCO CERVICALE (o ernia discale cervicale): è la fuoriuscita dalla sede naturale del cosiddetto nucleo polposo contenuto normalmente all’interno dei dischi intervertebrali. La sua presenza è un chiaro indizio di una lesione a carico del disco intervertebrale e la fuoriuscita del nucleo polposo provoca l’irritazione dele radici dei nervi spinali che emergono dai fori intervertebrali, generando infiammazione e quindi dolore.

    • FORME DI ARTRITE: sono infiammazioni di una o più articolazioni, dovute all’usura o all’alterazione di una componente articolare. Le forme maggiormente correlate alla cervicalgia sono due:

l’ARTROSI CERVICALE (o spondilosi cervicale), che comporta, sostanzialmente, una degenerazione della componente cartilaginea delle articolazioni intervertebrali cervicali;

l’ARTRITE REUMATOIDE, una condizione sistemica di tipo autoimmune, che aggredisce principalmente la membrana sinoviale delle articolazioni, producendo un’alterazione ed un danno strutturale generale.

  • TUMORE SPINALE: è una neoplasia poco comune, maligna o benigna, che tende ad irritare o comprimere il midollo spinale o i nervi spinali posti nelle immediate vicinanze, determinando dolore e altri sintomi neurologici. Nello specifico, i tumori spinali cervicali sono una variante abbastanza diffusa di questa classe di neoplasie.
  • SPONDILOLISTESI CERVICALE: è un’anomalia della colonna vertebrale, caratterizzata dallo scivolamento innaturale di una vertebra cervicale sulla vertebra cervicale sottostante. Può essere una condizione congenita oppure la conseguenza di un trauma vertebrale o di una sollecitazione persistente ed anomala delle vertebre cervicali.

INFEZIONI: la più comune è la meningite, ossia l’infiammazione generalmente su base infettiva delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, spesso responsabile di rigidità e dolore cervicale.

Altre potenziali cause di cervicalgia

Possono essere:

  • l’eccessivo stress;
  • la fibromialgia;
  • la sindrome dolorosa miofasciale;
  • la stenosi spinale cervicale.

Cervicalgia e fattori di rischio

Secondo la letteratura scientifica il rischio di sviluppare dolore cervicale è strettamente connesso ad alcuni fattori come:

    • debolezza dei muscoli del collo;
    • postura errata;
    • fumo di sigaretta;
    • pregressa storia di patologie del collo;
    • stress lavorativo;
    • problemi emotivi.

Tipi di cervicalgia

In base alla durata del dolore gli esperti distinguono tre tipologie di cervicalgia:

ACUTA

SUBACUTA

CRONICA

 

La cervicalgia è acuta quando il dolore cervicale dura meno di 4 settimane, mentre è subacuta quando il dolore dura tra le 4 e le 12 settimane.

È di carattere acuto o subacuto la cervicalgia dovuta a problematiche muscolo-articolari, che possono scaturire da un atteggiamento posturale errato, un trauma, un infortunio da sovraccarico o una scarsa attenzione per la posizione del collo durante il sonno.

La cervicalgia cronica si verifica quando la dolenzia cervicale dura più di 12 settimane. È di natura cronica la cervicalgia derivante da: discopatia cervicale, una forma di artrite, fibromialgia, sindrome dolorosa miofasciale, stress, stenosi cervicale/foraminale o spondilolistesi.

 

Caratteristiche del dolore cervicale e sintomi

Il dolore cervicale può essere di lieve entità o molto intenso, al punto da impedire qualsiasi movimento per effetto del cosiddetto torcicollo.

Può focalizzarsi in un punto ben preciso del collo con una sensazione di dolore acuto oppure interessare un’area molto più ampia, con un effetto doloroso meno forte.

Il dolore cervicale si manifesta in modi differenti:

  • insorge gradualmente senza causa apparente;
  • si sviluppa immediatamente dopo un evento acuto (trauma automobilistico, posizione scorretta del capo …);
  • diventa espressione ritardata di un evento acuto;
  • compare in modo improvviso senza cause apparenti.

La durata della cervicalgia

Il disturbo può:

durare pochi giorni o settimane e risolversi in modo spontaneo;

essere cronico (cioè di lunga durata) e talvolta tale da irradiarsi in altri distretti del corpo, come la scapola o il braccio;

essere cronico-intermittente, ossia scomparire spontaneamente e ricomparire altrettanto spontaneamente dopo qualche tempo.

Cervicalgia e sintomi associati

La cervicalgia può associarsi ad altri sintomi come:

CEFALEA (mal di testa): compare quando la cervicalgia interessa muscoli o nervi in qualche modo collegati alla testa. In questo caso si assiste a fenomeni di cefalea tensiva, cervicogenica ed occipitale. Il tipo di cefalea presente dipende fondamentalmente dalle cause del dolore cervicale che, associato a cefalea, prende il nome di dolore cervico-cefalico.

TORCICOLLO E RIGIDITÀ DEL COLLO: indicano una difficoltà a muovere il collo (e la testa) da una parte all’altra. Chi ne soffre avverte i muscoli rigidi e doloranti.

DOLORE RADICOLARE: è una sensazione dolorosa che parte dal collo e prosegue lungo la spalla e il braccio. È scatenata da un’irritazione dei nervi spinali cervicali che, dalle loro emergenze a livello del rachide cervicale, proseguono in buona parte verso l’arto superiore, andando a innervare muscoli e tessuti della zona. Il dolore radicolare, quindi, è presente quando la cervicalgia ha una natura neurologica.

Quando il dolore cervicale si associa al dolore radicolare lungo l’arto superiore, si parla anche di dolore cervico-brachiale.

RADICOLOPATIA CERVICALE: con tale espressione si indica una serie di deficit neurologici, quali perdita dei riflessi, formicolio, intorpidimento e perdita di forza, avvertiti a livello dell’arto superiore.

A provocare questa sintomatologia sono l’irritazione e la compressione di quei nervi spinali cervicali destinati ad estendersi verso la spalla, il braccio e, infine, la mano.

La radicolopatia cervicale è spesso associata al dolore radicolare precedentemente descritto e comporta una certa incapacità di presa e/o sollevamento degli oggetti.

Come il dolore radicolare, anche la radicolopatia cervicale è il risultato di una cervicalgia di natura neurologica.

Più raramente, la cervicalgia si manifesta in combinazione con altri sintomi come:

  • incontinenza intestinale e vescicale;
  • febbre e brividi;
  • perdita di peso;
  • problemi di equilibrio e coordinazione;
  • dolore radicolare e disturbi neurologici (formicolio, intorpidimento ecc.) ad entrambi gli arti, superiori o inferiori.

Conseguenze del dolore cervicale

Un forte dolore cervicale può incidere negativamente sulla qualità del sonno notturno e rendere difficoltoso lo svolgimento delle normali attività quotidiane, come vestirsi, guidare, lavorare ecc.

Cervicalgia: quando rivolgersi al medico

È consigliato un tempestivo consulto medico:

  • a seguito di un trauma (es: incidente automobilistico) a livello del collo;
  • quando l’entità dolorosa non accenna a regredire e tende progressivamente ad intensificarsi;
  • se il disturbo è esteso a spalla, braccio e mano, e/o è associato a disturbi di carattere neurologico (formicolio, intorpidimento, deficit di forza) a livello dell’arto superiore;
  • quando il dolore ostacola lo svolgimento delle normali attività quotidiane;
  • se si presentano forte cefalea, febbre, dolore radicolare e deficit neurologici a livello degli arti inferiori, incontinenza vescicale e/o intestinale e problemi di equilibrio e coordinazione.

Diagnosi del dolore cervicale

Quando la sintomatologia dolorosa al collo non regredisce nel giro di qualche giorno/settimana, è buona norma rivolgersi ad un medico di base, al quale spetta la scelta dello specialista a cui rivolgersi.

Una diagnosi accurata di cervicalgia, infatti, può essere presa in carico da tre possibili figure di esperti: l’ortopedico, il fisiatra ed il neurologo.

Quando la cervicalgia è dovuta a una sofferenza muscolo-articolare, per una diagnosi definitiva e accurata, possono essere sufficienti le informazioni fornite dall’esame obiettivo e dall’anamnesi.

Nello specifico:

L’ANAMNESI (o storia clinica): è la raccolta di informazioni svolta dallo specialista sulla storia medica del paziente (patologie e infortuni del passato più o meno recente, terapie in corso ecc.), sul tipo di attività lavorativa svolta, sullo stile di vita (sedentario, attivo) e, talvolta, sulle abitudini del sonno, finalizzata all’individuazione della causa del dolore cervicale e dei fattori che ne hanno favorito la comparsa.

L’ESAME OBIETTIVO (o esame fisico): consiste nella raccolta di tutti gli elementi constatabili con l’esame fisico diretto del malato. In un paziente che lamenta cervicalgia, tale tipo di indagine prevede:

  • l’osservazione dell’area cervicale e dell’assetto posturale del distretto collo-spalle-scapole.
  • la palpazione dell’area cervicale, in particolare dei tessuti molli della zona, alla ricerca di eventuali tensioni e rigidità muscolari.
  • la valutazione della mobilità cervicale, mediante vari tipi di movimento del collo.
  • la valutazione neurologica dell’arto superiore tramite una serie di test dei riflessi, della forza e della sensibilità, utili a valutare lo stato di salute dei nervi spinali cervicali.

 

Cervicale: diagnostica per immagini

Gli esami diagnostici per immagini sono utili agli specialisti per poter fare la diagnosi più precise e dettagliate.

I RAGGI X sono particolarmente efficaci per l’analisi dello stato di salute delle vertebre, per l’identificazione delle varie forme di artrite (in particolare l’artrosi cervicale) ed il riconoscimento dei tumori vertebrali.

LA TAC, grazie all’impiego di radiazioni ionizzanti

fornisce immagini anatomiche dettagliate e di altissima qualità;

permette di individuare le patologie del rachide (es: discopatie, spondilolistesi ecc.) e del midollo spinale;

consente di analizzare lo stato di salute dei nervi spinali.

LA RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE ha un potere diagnostico sovrapponibile a quello della TAC, tuttavia, oltre a servirsi di un meccanismo di funzionamento completamente diverso (campi magnetici invece delle radiazioni ionizzanti), rappresenta uno strumento meno nocivo per la salute dell’uomo.

Altre procedure di diagnostica per immagini

In alcuni casi per la diagnosi delle cause di cervicalgia vengono impiegati anche l’ECOGRAFIA e la SCINTIGRAFIA OSSEA.

Cervicalgia: la cura

Il trattamento della cervicalgia varia essenzialmente in base a due fattori: la causa del dolore e la severità dei sintomi.

Le forme più lievi di dolore cervicale tendono a risolversi spontaneamente o tramite il ricorso a banali accorgimenti nel giro di pochi giorni/settimane.

Le forme più complesse, invece, necessitano di piano terapeutico appropriato ed articolato che, a seconda delle circostanze, può prevedere la fisioterapia, l’uso di un tutore, l’assunzione di farmaci antidolorifici, la terapia infiltrativa e, in casi estremi, la chirurgia.

Rimedi casalinghi per il dolore cervicale

In presenza di forme più lievi di dolore cervicale è consigliato:

concedersi un breve periodo di riposo;

evitare per alcuni giorni i movimenti che accentuano la sintomatologia dolorosa;

riprendere a muoversi gradualmente, al fine di evitare l’indebolimento e l’irrigidimento dei muscoli del collo;

effettuare sulla zona dolorante, per 15-20 minuti al massimo e più volte al giorno, impacchi caldi (per rilassare i muscoli contratti e favorire l’irrorazione sanguigna) ed impacchi freddi (per ridurre l’infiammazione e di conseguenza il dolore);

svolgere esercizi di allungamento muscolare (stretching) dei muscoli del collo, da interrompere in caso di mancato beneficio;

correggere la postura ed alcune cattive abitudini (sedentarietà, fumo di sigaretta);

fare uso di un cuscino ortopedico indicato per il dolore cervicale.

Cervicalgia e fisioterapia

La fisioterapia per la cura del dolore cervicale è indicata per pazienti con sintomi persistenti.

Questo tipo di trattamento prevede esercizi che interessano i muscoli e le articolazioni non solo dell’area cervicale, ma anche della spalla, finalizzati a migliorare la flessibilità, la mobilità, la stabilizzazione e la forza del collo.

La fisioterapia, tuttavia, richiede al paziente costanza e per poterne apprezzare i benefici, occorrono diverse sessioni di “allenamento”.

Interiorizzare le diverse tipologie di esercizi appresi dal fisioterapista offre un doppio vantaggio: un processo di guarigione più veloce e il riutilizzo della stessa pratica di allenamento in caso di recidive.

Cervicalgia e uso del collare cervicale

In presenza di dolore cervicale di origine traumatica il medico potrebbe prescrivere l’uso del collare cervicale, utile a limitare i movimenti del collo durante la fase dolorosa acuta.

Generalmente, l’uso di questo tutore è limitato ad un breve periodo di tempo e per poche ore al giorno.

Quali farmaci usare per il dolore cervicale

In caso di dolore persistente il medico curante potrebbe prescrivere un farmaco antidolorifico da banco, come un FANS o il paracetamolo.

Tuttavia, è importante ricordare che questa tipologia di farmaci interviene sui sintomi e non sulle cause e rientra necessariamente in una forma di trattamento temporaneo, concordato con il medico, in quanto l’abuso dei medicinali sopraindicati potrebbe causare spiacevoli effetti collaterali.

Cervicalgia e terapia infiltrativa

Le terapie infiltrative sono trattamenti invasivi. Rientrano in queste metodiche:

  • l’iniezione nello spazio epidurale cervicale di un farmaco corticosteroide, indicato nella gestione del dolore cervicale dovuto all’irritazione e compressione di un nervo spinale;
  • l’ablazione con radiofrequenza, riservata principalmente ai casi di cervicalgia sostenuti da artrite;
  • l’infiltrazione di un anestetico nei cosiddetti trigger point, indicata nelle cervicalgie croniche, persistenti, di natura muscolare, tendinea e/o legamentosa.

Cervicalgia e chirurgia

Gli interventi di chirurgia cervicale sono molto delicati e vi si fa ricorso solo in casi estremi, come un’ernia discale grave o un tumore spinale.

Il trattamento chirurgico consiste in un intervento di decompressione della struttura nervosa interessata, causa dell’intera sintomatologia a carico del paziente.

Tra le molteplici tecniche chirurgiche adottabili contro la cervicalgia di natura neurologica si segnalano in particolare la discectomia anteriore e posteriore e la protesi discale.

 

Magnetoterapia cervicale: cure e rimedi

In virtù dei benefici effetti analgesici ed antinfiammatori riscontrati, l’approccio con campi magnetici pulsati è consigliato da molti specialisti in reumatologia per alleviare i sintomi e curare il dolore cervicale.

La magnetoterapia per cervicale, infatti, permette di avere effetto in tempi brevi, in quanto stimola l’irrorazione vascolare e agisce sulla ripolarizzazione delle cellule dei muscoli coinvolte nella contrazione.

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